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Anna: Anna, Ravenna, 1999, Luca, Bordin, Bissi, Mormone.

Ciao, mi chiamo Anna

Chi sono

Mi chiamo Anna. Sono nata nel 1978 in un paesino, Asolo, in provincia di Treviso, da Ivonne e Bruno. Ho due fratelli più grandi, Paolo e Lorenzo, due cognate, tre nipoti. Difficile dire chi sono. Posso dire che la spiritualità è sempre stata una componente importante nella mia vita, fin da piccola. Per questo ora sono qui. Mi sono trasferita dal Veneto a Ravenna nel 1997, per frequentare l'università. Nel 1999 mi sono unita alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi Giorni. Nel 2005 mi sono sposata al tempio di Berna con Luca Bissi, con cui mi ero sposata civilmente tre giorni prima nel mio paese, Maser. Nel 2011 è arrivato Guido. Quindi sono una figlia, una sorella, una moglie, una mamma, una figlia di Dio.

Perché sono mormone

Ero credente e praticante, nella religione nella quale sono cresciuta. Diversi eventi spiacevoli e difficili hanno messo in luce la fragilità di quel credo. Nessuna risposta concreta, nessun riferimento fermo, Dio era dietro un'innumerevole schiera di altri personaggi, di dogmi, di imperscrutabilità. Dov'era mio Padre? Volevo tornare a Lui, come nei tempi felici della mia infanzia. Quando ho conosciuto i missionari nel 1998 ero piuttosto arrabbiata. Dopo un anno di preghiere ho ricevuto una limpida e chiara risposta su ciò che avrei dovuto fare. Comprendo molto bene Joseph Smith quando afferma: "Io sapevo e sapevo che Dio lo sapeva, e non potevo negarlo, né avrei osato farlo". Quindi ho fissato la data per il battesimo e sono andata avanti per la mia strada, nonostante l'opposizione della mia famiglia. Ho rispetto per la mia famiglia e comprendo le loro perplessità. In questi anni anche loro hanno un po' compreso ciò che il Vangelo è per me e molte cose sono andate a posto. Dio li ha grandemente benedetti. La vita è molto più di quel che vediamo ora. Siamo molto più di quel che pensiamo di essere. La mia mente vacilla spesso di fronte a certe cose, mi pare impossibile essere parte di una cosa così grande. Le cose si sono fatte più chiare con il matrimonio nel tempio e con la nascita di mio figlio. Adoro lavorare con la genealogia. Si sentono e vivono esperienze meravigliose.

Storie personali

Potresti parlare del tuo battesimo?

Ho fatto i colloqui nella città dove mi sono trasferita, Ravenna, nel 1998. La data del mio battesimo è il 16 gennaio 1999. Nella cappella dove ci riunivamo all'epoca, non c'era acqua calda. Mi chiesero dunque se volevo essere battezzata a Forlì o a Rimini. Scelsi Forlì per la vicinanza. Fu un giorno pieno di luce. Mi svegliai e sentivo la tensione in ogni molecola del mio corpo. Mi ricordo il viaggio in macchina con le mie due coinquiline che volevano partecipare, la premura delle sorelle che mi aiutavano a vestirmi, la sorpresa che ebbi quando Ryan Stephensen, uno dei due missionari che mi fermò per la strada l'anno prima, comparve per suonare gli inni in quel giorno tanto speciale per me. Non ricordo i discorsi, neppure chi li tenne. Ricordo estremamente bene il battesimo, l'entrata in acqua, il missionario Z. Jones che mi teneva la mano e mi sorrideva, i volti degli altri missionari a bordo vasca, la luce meravigliosa che mi invase mentre mi immergevo e uscivo. E' più facile parlare di questo che della confermazione col dono dello Spirito Santo del giorno dopo. Io sono rinata quel giorno. Lo festeggio come fosse il mio compleanno. Una parte di me non c'è più ma non mi manca. Era piena di ciò che la vita mi aveva inflitto. No, grazie, la lascio dov'è. Vado avanti con le immense benedizioni che mi sono state date da quel giorno in poi.

Perché i mormoni si occupano di storia familiare o genealogia?

Ciò che viviamo si spegne in parte con la nostra morte e in parte con la morte di chi ci ha conosciuto. L'amore, i sacrifici, i rapporti familiari, tutto svanisce, come se ciò che ha avuto più importanza in realtà non lo fosse. Ci impegniamo per ricordare, per rendere stabile, per ricucire lo strappo della morte. Abbiamo un gran desiderio di conoscere i nostri antenati e di permettere a chiunque abbia il medesimo desiderio di poter accedere ai dati che cerca.

Ti invitiamo a spiegare il ruolo che la preghiera ha nella tua vita.

La preghiera è una costante nella mia vita, dall'infanzia ad ora. E' sempre stata una libera conversazione con Dio dalla quale mi aspettavo delle risposte. Una volta conosciuta la Chiesa ho imparato a ringraziare maggiormente durante le mie preghiere, ad aspettare con maggiore speranza e anche con determinazione una risposta. Per un periodo non mi sono rivolta a Lui perché ero arrabbiata e confusa. Ciò che mi accadeva aveva acquisito un peso difficile da sopportare, un peso che mi stava portando al cinismo. Riprendere è stato impegnativo, soprattutto tornare a credere che sarei stata in grado di recepire le risposte. Ne è valsa la pena. Oggi facciamo molte preghiere in famiglia e mio figlio di 3 anni ama proporsi e farle. Voglio che sappia che Dio è e sarà sempre a sua disposizione, che non si volterà mai dall'altra parte negandogli un sostegno nella preghiera.

Come vivo la mia fede

Ho conosciuto i missionari nel 1998 e dopo un anno mi sono battezzata. Da allora ho ricoperto diversi incarichi ma, soprattutto, ho permesso a Dio di modificare molti aspetti del mio carattere, un po' troppo aspri, cocciuti e tormentati. Ho ancora tanta strada da fare, tanto lavoro da svolgere e tante cose da capire.