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Ciao, mi chiamo Bruno

  • Bruno Vasquez
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Chi sono

Sono nato in un paese bellissimo chiamato Guatemala, nell’America centrale. Ho 48 anni e ho una famiglia splendida. Negli ultimi 28 anni di matrimonio, io e mia moglie Brenda abbiamo cresciuto i nostri quattro figli (due maschi e due femmine); ora abbiamo tre nipoti. Ho lavorato per gran parte della mia vita: faccio l’editore da trent’anni, di cui otto trascorsi in aziende importanti del mio paese e gli altri ventidue come imprenditore autonomo. Negli ultimi quattro anni sono diventato un life coach e aiuto le persone, soprattutto i giovani, a trovare uno scopo nella vita e a sviluppare il loro potenziale. Questo mi ha portato a partecipare a programmi televisivi e radiofonici nazionali e a fare presentazioni presso scuole e aziende. Mi piace leggere e continuare ad imparare. Inoltre, da bravo latino, mi piace ballare, ascoltare musica e giocare a calcio, cosa che faccio tre volte a settimana.

Perché sono mormone

Quando avevo 10 anni, leggendo la Bibbia capii che tramite Abrahamo Dio aveva stabilito le dodici tribù d’Israele, di cui dieci sono perdute e una è la tribù di Giuda, ma la mia preoccupazione era scoprire quale fosse la dodicesima tribù. Posi questa domanda a molte persone, ma nessuno riuscì mai a rispondermi. Anni dopo incontrai mia moglie, che era già membro della Chiesa. Non volevo che parlasse di questo argomento, nemmeno quando andava in Chiesa. L’accompagnavo e la lasciavo lì. Non le permettevo di intavolare con me una discussione su argomenti religiosi. Poiché ho sempre amato il calcio, i giovani adulti non sposati mi invitarono a far parte della loro squadra. Così iniziai ad avere amici mormoni e questo portò all’invito da parte delle sorelle missionarie ad ascoltare il loro messaggio. Accettai. Quando mi parlarono del Libro di Mormon e delle sue origini, chiesi se si trattava della tribù che stavo cercando sette anni prima. Sentii subito una sensazione di calore nel cuore e cominciai a leggere il libro con desiderio fervente. Mi ci vollero 22 giorni per finirlo e un senso di gratitudine permeò la mia vita quando capii che Gesù Cristo si era sacrificato per me e che il Suo vangelo era stato restaurato sulla terra. Nacque in me il desiderio di unirmi alla Sua chiesa mediante il battesimo. La mia vita cambiò. Sono stato il primo della mia famiglia, ma oggi tutti i miei familiari sono membri della Chiesa e siamo giunti alla terza generazione. So che Dio è mio Padre e attesto di aver trovato la vera chiesa di Gesù Cristo e oggi condivido questo messaggio con migliaia di persone, certo che questo è vero… E lo faccio nel nome di Gesù Cristo.

Storie personali

Ti invitiamo a condividere i tuoi sentimenti/la tua testimonianza sulla restaurazione del Vangelo.

I cieli si sono riaperti. L’autorità del Signore è stata conferita di nuovo all’uomo. L’autorità, come pure la Sua chiesa, sono nuovamente sulla terra, in preparazione per la seconda venuta del Salvatore. Joseph Smith era un profeta di DIO. Le ordinanze sono la manifestazione del Suo potere divino e oggi la Sua chiesa è guidata da profeti, veggenti e rivelatori. Ho la speranza certa di poter vivere con DIO e di poter godere delle sue magnifiche benedizioni. Sono un Suo figlio ed Egli mi esorta a essere perfetto mediante Suo Figlio, il mio Redentore Gesù Cristo.

Come vivo la mia fede

Servo nella Chiesa da più di trent’anni, e una delle esperienze più belle che ho vissuto ha avuto luogo quando, nel 2010, io e mia moglie abbiamo servito nel programma per i giovani chiamato “Especially for Youth” o EFY. Ci sono voluti parecchi mesi di preparazione per servire come coppia dirigente e per un’intera settimana abbiamo fatto parte della vita di 740 giovani. È stato bello vederli arrivare e partecipare a tutte le attività e a tutte le riunioni. Era come se fossero figli nostri, che condividevano i loro talenti sia nelle classi che durante i balli. Il giovedì abbiamo tenuto una riunione che ha toccato il cuore di tutti quelli che vi hanno preso parte. Ognuno di loro ha portato la propria testimonianza. Penso che abbiamo pianto per più di un’ora e il giorno in cui ci siamo salutati, al termine della settimana, nessuno voleva tornare a casa. È stata un’esperienza meravigliosa. È stato bello poter insegnare loro. È stato bello poter vivere tra loro. Dopo quasi un anno, siamo ancora in contatto con la maggior parte di loro. Tanti genitori hanno visto un cambiamento in ognuno dei loro figli, molti per la prima volta.